Grazie…

Ho appreso da poco che Kenneth Foster, l’uomo Texano erroneamente condannato a morte, ha ricevuto la grazia dal governatore Rick Perry.

Grazie a tutti quelli che come me hanno fatto in modo che Kenneth non fosse vittima di un errore giudiziario, pagando con la vita.

Grazie a chi, come me, si è impegnato contro l’esecuzione di questo ragazzo innocente.

Kenneth è ancora vivo e lo sarà ancora per molto tempo grazie a chi ha aderito alla campagna di LA7…

Grazie a chi ha compreso che la vita è un diritto che un altro uomo non ha il diritto di togliere…

Grazie a chi ha compreso la stupidità di questa sentenza…

Sono felice, lo sono davvero, noi che abbiamo lottato, potremo vantarci di aver salvato la vita di un uomo…

Un grazie commosso

Valentino

Il prof Mazzetti

Il prof Mazzetti durante le vacanze vuol essere in vacanza. Detesta dare ripetizioni. Purtroppo per lui nella valle avita dove vorrebbe rilassarsi è l’unico insegnante di matematica. Le richieste fioccano. Quando poi si tratta di conoscenti o addirittura di lontani parenti ci si mette anche l’anziana madre che intercede per i postulanti.
Non sapendo come venirne fuori, Mazzetti ha pensato di mettere in imbarazzo le famiglie dando lezioni gratis. Immaginatevi il risultato.

Parlamento pulito

Ieri pomeriggio, leggendo il blog della scuola, mi sono accorta dell’ultimo post di Valentino: così sono andata su youtube per vedere il video che ha realizzato (complimenti Vale, si vede che è stato fatto col cuore!) e da lì ho cominciato a girare cercando qualcosa che attirasse la mia attenzione. Devo ammettere che all’inizio ero scettica, perché ero convinta che su youtube si trovassero solo video divertenti ma di scarso contenuto. E invece mi sono dovuta ricredere: ho passato infatti almeno un’ora guardando video con interventi di Marco Travaglio (consiglio vivamente di ascoltare il suo racconto della vera storia di Berlusconi e Dell’Utri), Michele Santoro (video tratti dalla sua trasmissione Anno Zero) e Maurizio Crozza, autore della copertina di Ballarò. Fra tutti i video che ho visto, però, ce ne è stato uno che mi ha colpito più degli altri. Nel video in questione, Beppe Grillo denuncia il fatto che nel Parlamento italiano siedano ben 24 politici condannati in via definitiva per vari reati. Ho pensato: “Scandaloso, non è possibile che succeda una cosa del genere!” e, incuriosita, ho visitato il blog di Grillo alla ricerca di qualche documento che confermasse la notizia. Ebbene ho trovato una lista con nome, cognome, partito e reato di ognuno dei 24 politici citati.
Ora mi chiedo: come è possibile che tutto ciò sia permesso? Come è possibile che la notizia non sia stata diffusa da giornali, radio e televisioni? E per “diffusa” non intendo un trafiletto alla fine della ventesima pagina di un quotidiano o un sottotitolo in scorrimento durante un telegiornale. Intendo invece un bell’articolo in prima pagina (magari al posto dei soliti battibecchi tra politici di cui ormai siamo arcistufi), con tanto di lista completa dei politici condannati, così come è stata pubblicata da Grillo nel suo blog, in modo che gli italiani che hanno ingenuamente dato la propria fiducia a certe persone comprendano come è realmente la situazione. Come è possibile che noi cittadini veniamo rappresentati da certi personaggi? In base a quale logica distorta è consentito che in Italia facciano le leggi persone che per prime non hanno rispettato la legge stessa? In un Paese civile una cosa del genere non sarebbe tollerata. Invece in Italia questa è la normalità, e purtroppo non desta neanche tanto sgomento.
Sinceramente la cosa non mi stupisce più di tanto. Viviamo infatti in un Paese ipocrita, in cui la verità e la conoscenza vengono messe in secondo piano perché ciò che è più importante è colpire, impressionare, fare audience. La stampa e i mezzi di informazione sono subordinati a queste esigenze in maniera purtroppo molto esagerata, e la politica non è da meno. Basti pensare a certe schifezze (e non uso un termine più diplomatico perché sarebbe un insulto a chiunque abbia un cervello) a cui abbiamo dovuto assistere nell’ultima campagna elettorale, che è stata volutamente basata non sui contenuti ma sull’immagine e sugli attacchi/insulti tra candidati di schieramenti opposti. Tuttavia anche in seguito alle elezioni le modalità con cui la politica continua a svolgersi rimangono le stesse. Quante volte troviamo nelle prime pagine dei giornali qualche leader che spiega un progetto di legge o una nuova proposta in maniera chiara ed esauriente? Quasi nessuna. E invece quante volte leggiamo di battibecchi avvenuti tra esponenti di partiti diversi o a volte anche dello stesso partito? Sempre, e ciò che fa più riflettere è che la maggior parte delle volte si tratta di provocazioni lanciate allo scopo di risultare vincenti ridicolizzando e svilendo l’interlocutore anziché cercando un confronto costruttivo e leale.
Altra palese dimostrazione dell’ipocrisia della nostra società è il linguaggio utilizzato non solo dai politici, ma anche dalle varie istituzioni. Mi chiedo cosa costerebbe scrivere in maniera chiara e semplice! Non che le persone che fanno uso di un linguaggio così forbito e complesso siano incapaci di parlare in maniera lineare e comprensibile, semplicemente preferiscono usare perifrasi e paroloni perché dietro parole semplici non riuscirebbero a nascondere la totale mancanza di contenuti, mentre così facendo riescono a continuare ad imbrogliare le persone più ingenue e superficiali.
Ho scritto tutto ciò perché vorrei dare un consiglio a chi leggerà questo post: non fermatevi mai alle apparenze e non abbiate pregiudizi, nè negativi nè positivi. Ciò che distingue l’uomo da tutti gli altri esseri viventi è infatti il desiderio di conoscenza. La conoscenza è l’unico strumento che ci permette di difenderci dall’ipocrisia di persone che cercano di plagiarci con slogan e false speranze approfittando delle nostre menti rese superficiali, fragili e facilmente condizionabili dalla frenesia del mondo che ci circonda. Persone abilissime nel coprire con fiumi di parole la propria volontà di fare esclusivamente i propri interessi. Aprite la vostra mente, lasciatevi incuriosire dal mondo che vi circonda perché esso è pieno di stimoli… Indagate, esplorate, guardatevi intorno… Non aderite a formule preconfezionate, siate originali e coerenti a voi stessi e ai vostri principi, abbiate una visione critica di ciò che vi circonda e non giudicate senza conoscere… Soprattutto leggete, leggete e leggete… E date ampio spazio al dialogo perché le idee possono nascere soltanto dal confronto con gli altri e perché non c’è nulla di più pericoloso dell’essere irremovibili sulle proprie posizioni…

P.S. Ecco l’indirizzo internet della lista dei parlamentari condannati [http://www.beppegrillo.it/documenti/onorevoli_wanted.pdf] e dell’iniziativa “Parlamento Pulito”, che si propone, tra le altre cose, di cacciare dal Parlamento italiano queste persone [http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/documenti/volantino_vday_1.pdf]

Divise scolastiche antiproiettile…

A seguito dell’aumento di crimini fra i giovanissimi e della diffusione di armi nelle scuole, un’azienda inglese ha proposto delle divise scolastiche rinforzate al kevlar, la stessa fibra sintetica utilizzata nellla produzione di giubbotti antiproiettile.

A quanto pare, queste divise hanno incontrato un certo interesse da parte delle famiglie degli studenti, arrivate al punto di doversi preoccupare di proteggere i propri ragazzi da “accidentali” coltellate o colpi di arma da fuoco durante le ore di lezione.

Fa riflettere come, in questo caso, a strumenti di prevenzione educativi e culturali vengano sostituiti equipaggiamenti paramilitari.

Del resto, se troppo spesso i modelli di riferimento dei giovani sono le gang-band di rapper che vivono una vita fatta di musica, armi, sesso e droga, come possiamo stupirci se poi i giovani cercano di emularli o diventare come loro?
E’ un modello perverso che alimenta se stesso.

Davide

PS:
Ah, dimenticavo! 😉

LINK DELL’AZIENDA:
http://www.bladerunner.tv/ (si può acquistare on line)

SERVIZIO RAI:
http://www.youtube.com/watch?v=dilzmBH8ZV0

Primorski Park

Ieri sera camminavo per un viale di Primorski Park, sul lungo mare di Varna. La zona è affollata di ristoranti e locali notturni.
Di fronte all’ingresso della discoteca “Xtravaganza” un giovane buttafuori sta mandando via un piccolo zingaro che si era seduto li vicino per racimolare qualche leva (moneta bulgara). Il piccolo zingaro, avrà avuto 8-9 anni, ha con se un sacchetto di plastica trasparente. Dentro ci sono delle “pagnotte” bianche. Nell’altra mano ha una di queste pagnotte. Guardo meglio: è un cucciolo di cane appena nato! E’ senza pelo e ha ancora gli occhi chiusi.. Le zampine rannicchiate in posizione fetale. Il piccolo zingaro, incalzato dal buttafuori, mette il cucciolo nel sacchetto assieme agli altri, ammassati come oggetti. Poi, tenendo il sacchetto con una mano, saltella intorno al buttafuori, scimmiottandolo e prendendolo in giro. Alla fine, dopo aver ricevuto un paio di pedate nel sedere, il piccolo zingaro si allontana con il suo sacchetto di cuccioli morti.
Assisto alla scena e la mia mente si fissa su quel sacchetto… Come fanno a respirare i cuccioli nel sacchetto, schiacciati sul fondo dagli altri fratellini? Cosa faccio? Tolgo il sacchetto allo zingarello? Glieli compro tutti? E poi dove li metto, come li accudisco? Mentre non riesco a dare una risposta a questi interrogativi, la scena si consuma davanti ai miei occhi e lo zingarello si è già dileguato. Lui e i suoi cuccioli, entrambi senza futuro.

“Non è la Bulgaria, è il mondo che troppo spesso è bacato. E il mondo è troppo grande perchè tu da solo possa cambiarlo.
Un uomo non può cambiare il mondo, ma un ideale forse si. Per questo è importante farsi un’idea delle cose, un’opinione chiara e coraggiosa. E portarla avanti, nelle discussioni con gli amici, a scuola, nelle riunioni. perchè questa idea possa contribuire ad un mondo migliore.”

Davide

RIPARTIRE DA ZERO

Oggi primo Agosto, non sappiamo cosa ci è passato per la testa, siamo andate sul sito della scuola e indovinate??… Una magnifica notizia… La nostra classe futura ma inesistente 4b verrà divisa perchè il numero degli alunni è poco, come se fosse colpa nostra se ci sono stati ques’anno la bellezza di 7 bocciati!!!!!. Perché, in fondo è come se stessimo pagando noi le conseguenze di questi sette. Ma ci pensate significherebbe ricominciare dalla prima, nuovi libri, nuovi professori, nuovi compagni… e nn è facile al pensiero ci vien voglia di nn tornare più a scuola. Stiamo anche pensando di nn finire i compiti tanto si cambia.Vorremmo fare qualche cosa, ma è possibile prendere una decisione così grande senza consultarci? Ora sappiamo solo che abbiamo un vuoto dentro e nn sappiamo cosa fare, possiamo solo aspettare Settembre……….

Un video…

Valentino Gallo


La mia avventura in questo liceo è iniziata tardi, purtroppo, quel lontano 15 marzo 2005 quando mi trasferii dal liceo Einstein per cercare di non perdere un ulteriore anno scolastico… Mi è andata bene, l’anno non lo persi e conobbi tanti splendidi ragazzi e ragazze che mi hanno accompagnato durante tutto questo lungo e impervio viaggio che ci ha portato a quel tanto sudato pezzo di carta…
Ho avuto la fortuna di circondarmi di persone sincere, e nonostante ci sia voluto un po’ di tempo per riuscire a integrarmi, ho passato due anni e mezzo in una classe profondamente unita, cosa che – purtroppo – ho appreso non esserci stata nelle altre quinte…
così per piacere e per “sdebitarmi” ho deciso di fare questo video in onore della mia ormai ex classe, la 5E… in quattro minuti ho cercato di ripercorrere tre anni della nostra vita; non mi è stato possibile aggiungere filmati perché Vista è un sistema operativo del cavolo…
Detto ciò lascio il collegamento per vedere il video su Youtube, sperando che vi piaccia…

http://it.youtube.com/watch?v=SmCy2oMZHy0

A PROPOSITO DI ESAMI

Leggo con molto interesse i commenti sull’esame di stato ospitati dal blog, perché mettono in luce alcune contraddizioni nell’atteggiamento degli studenti, a cui chiedo semplicemente: della scuola ve ne frega qualcosa?
Se la risposta è “sì”, allora studiate e i risultati verranno, tanto in pagella quanto nell’esame; se la risposta è “no”, allora fate pure i vostri comodi, ma senza recriminare se uscite con un 60 strapelato o poco più; e state attenti nel valutare i colloqui d’esame!
Ricordatevi che c’è molta gente che esce contenta dal colloquio perché disinvoltamente “ha parlato”: ma magari ha detto un mucchio di fesserie, mentre altri, anche se con meno “fluency” e con incespicamenti dovuti all’emozione, hanno detto cose intelligenti e hanno fatto trasparire una preparazione più solida. I “commissari” di esami ne hanno fatti tanti e – diversamente da voi studenti – hanno l’esperienza che serve per guardare un po’ più in là delle apparenze.
Va poi sottolineato che l’esame, così com’è congegnato attualmente, dà valore al curriculum scolastico in due modi: attraverso il “credito” (in misura modesta) e, all’esame, con la presenza di commissari “interni”. Questi ultimi, inevitabilmente e – dico io – anche giustamente, valutano le “performance” dell’esame proiettandole sullo sfondo di un profilo complessivo dello studente che conoscono molto bene. E questo, scusatemi, è fondamentalmente giusto perché l’esame si colloca alla fine di un percorso di cinque anni che non può e non deve essere ignorato.
Dunque a me non dispiace che chi ha vissuto la scuola superiore con scanzonata superficialità, senza impegno, affrontando l’esame sperando nelle copiature e nella fortuna, abbia sessanta o poco più: mi dispiace semmai che, a volte, prove d’esame non convincenti impediscano alla commissione di riconoscere appieno i meriti e le qualità di chi ha lavorato.
Quando si lavora in commissione, ci si chiede sempre se conta di più l’esame o la “carriera”, ma è una domanda mal posta, perché una carriera scolastica di qualità sfocia naturalmente in un esame fatto bene. Certo, possono verificarsi delle cadute impreviste (per l’emozione o per circostanze particolarmente sfortunate) e in tali casi considero corretto che la commissione le “inquadri” nel profilo dello studente che emerge da tutte e quattro le prove: e che quindi, nel valutare l’ultima e nel concedere il “bonus”, sappia fare le giuste compensazioni.
In questo contesto, è completamente fuori luogo la pretesa che tutti siano nelle stesse condizioni e che “nessuno sia minimamente avvantaggiato”: la logica che ispira l’esame di stato oggi non è questa, come ho cercato di dimostrare.
Ci si deve quindi adeguare, studiando per l’intero triennio: perché, alla fine, di fronte a una bocciatura o a un “60” anche i più allegri e disinvolti ci rimangono male e piangono lacrime di coccodrillo.
Termino con tre spunti di riflessione:
a) mettiamoci bene in testa che la valutazione è sempre fatta da altri e non corrisponde mai a quello che noi pensiamo di valere;
b) nonostante gli studenti di quinta siano adulti maggiorenni, continua ad aleggiare nei loro discorsi la falsa e infantile convinzione che gli esami siano “una lotteria” dal risultato assolutamente casuale. Mica vero: se si è preparati e si vale, gli esami si passano bene, eccome. E la preparazione che serve non è quella mnemonica (inevitabilmente labile e di corto respiro), ma quella pazientemente interiorizzata “con amore”, valorizzando le interconnessioni fra i diversi campi del sapere;
c) voti e punteggi (scusate se lo ripeto una volta ancora) sono attribuiti alla prestazione, non alla persona: perché come persone, uniche e irripetibili, valiamo tutti “cento” e forse più.
Buone vacanze e buona fortuna dal vostro preside che ha tanto trepidato e sofferto per voi!

Opinioni sull esame

Leggendo con piacere l’articolo di Dario[ Darietto dai che Riccione ci aspetta 🙂 ]ho voluto commentare anche io questi esami. Sinceramente sono dell’idea che la delusione generale, la mia in primis, derivi da una mancanza di oggettività nelle valutazione; c’è quasi la sensazione che i voti fossero stati già decisi primi che ci sedessimo sulla sedia per l’orale. L’amarezza non viene dunque dalla delusione per il voto in se, ma nel percepire che non tutti siano stati valutati allo stesso modo.
Spero che in un futuro prossimo arrivi un lungimirante ministro che capisca che gli esami, se si pensa ancora che gli esami possano essere davvero utili, necessitano di una commissione interamente esterna, dove ogni alunno è solamente un numero, uno fra tanti, un po’ come in università, oppure che vengano eliminati del tutto, perché cosi sono praticamente inutili.
Sono convinto che chi ha sgobbato per tutti questi anni sui libri è giusto che riceva i giusti riconoscimenti, e forse proprio per questo gli esami dovrebbero essere eliminati.
Ma se si è convinti dell’importanza di un esame, della necessità di testare una persona alla fine di un percorso, è giusto che nessuno venga minimamente avvantaggiato.
La vita è piena di esami, e chi in questi anni ha conseguito qualche certificazione extra-scolastica sa che nessuno valuta il tuo passato, le tue esperienze, ma solo cosa in quel momento sei capace di fare, come sai combattere l’agitazione e la pressione, come ti sai rapportare con un mondo nuovo.
Nonostante tutto, sono fiero del mio esame, e questo è ciò che conta; fiero in questi cinque anni di avere espresso sempre il mio parere, anche se contro corrente, fiero di avere vissuto la scuola, di non avere solo studiato, fiero di aver capito che nelle vita l’importante è camminare a testa alta e sapere che spesso bisogna saper mandare giù bocconi molto amari?

Lorenzo